venerdì 25 gennaio 2013

Boato nel cielo al largo di Pesaro

Uno degli aerei militari che ieri 
ha partecipato all'esercitazione
sul mare di Pesaro
(Fonte: Il Resto del Carlino)
Il giorno 23 gennaio 2013 esce un articolo on-line de "Il Resto del Carlino" ediz. Pesaro che parla di uno strano boato sentito da moltissime persone nella zona di Pesaro. Qui di seguito l'articolo di giornale:





Boato nel cielo: allarme Decine di telefonate
Mezza città in apprensione
Nessun incidente segnalato, probabilmente si è trattato di un aereo militare che ha superato la barriera del suono nel corso di una esercitazione in mare al largo di Pesaro

Pesaro, 23 gennaio 2013 - Un forte boato ha scosso la città attorno alle 19. Il fragore è stato sentito da Gradara a Montecchio e a procurato un notevole allarme. Decine di chiamate ai vigili del fuoco ma anche alla nostra redazione mentre si è aperto anche un 'mini' forum su facebook.
In questo clima si sono inseguite le voci più strane: addirittura che fosse precitato un aereo.
In realtà si è trattato del passaggio di alcuni aerei militari uno dei quali avrebbe oltrepassato il muro del suono provocando il boato.

Fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/2013/01/23/834926-boato-cielo-esercitazione-aereo.shtml

Un altro articolo è uscito il giorno 26/01/2013 sul quotidiano on-line "viverepesaro", che riportiamo qui di seguito:

Boato nel pesarese: sonic bang, meteorite o ufo?
Tiene banco la vicenda del grande boato che la sera di mercoledì ha scosso gran parte del territorio pesarese. Tanti gli scettici che non credono che l'evento sia stato provocato da un caccia Tornado.

Mercoledì sera intorno alle 19 un forte boato ha fatto tremare porte e finestre da Pesaro fino al Pian del Bruscolo. Tante le segnalazioni giunte al comando dei Vigili del Fuoco di Pesaro che hanno perlustrato invano tutta la zona in cerca del luogo dell'eventuale esplosione. Anche in redazione sono arrivate numerose segnalazioni da tutta la zona.

Dopo essersi informati con l'Aeronautica Militare, i Carabinieri di Pesaro hanno affermato che a provocare il forte boato sia stato il passaggio di un caccia Tornado che durante un'esercitazione ha abbattuto la barriera del suono ad oltre 1.200 km/h.

Ma molte persone non credono a questa versione dei fatti e così sui social network impazza la ricerca della verità sull'esplosione e sulle cause. Si parla di un ipotetico aereo precipitato, un meteorite o un oggetto non identificato caduto, l'esplosione di una bomba bellica, un terremoto o addirittura c'e' chi pensa sia stato un ufo ad abbattere la barriera del suono. Dal blog Tankerenemy riportiamo anche questa considerazione "Le attività chimico-biologiche, di natura militare, implicano obiettivi che il pubblico medio non può neanche immaginare: detonazioni e terremoti sono probabilmente le terribili manifestazioni di operazioni segrete ancora più terribili".

Pesaro è solo l'ultima città ad aver vissuto questo "sonic-bang", nelle ultime settimane episodi simili sono avvenuti anche in altre città italiane. Alle 3.47 del 20 novembre 2012 un boato ha fatto tremare i vetri delle finestre a Novara. Il 4 dicembre scorso, sempre alle ore 19 (come a Pesaro), un boato accompagnato da una luce nel cielo ha scosso la zona sul lago di Garda. Il 5 dicembre lo strano fenomeno si è avvertito poco dopo la mezzanotte a Vittorio Veneto (Treviso).

Tante ipotesi ma nessuna certezza. Cosa è realmente accaduto????

Fonte: http://www.viverepesaro.it/index.php?page=articolo&articolo_id=390299

 
Nota da Ufologiamarche: Questa notizia è un ulteriore conferma dell'ipotesi di come molte delle segnalazioni riferite dai testimoni riguardo varie luci intermittenti avvistate nella zona di Pesaro (si veda a riguardo le ultime recenti notizie pubblicate sempre in questo blog) sono da riferirsi nella maggior parte dei casi alle luci di aerei durante esercitazioni militari. Questa zona è da anni soggetta ad esercitazioni militari con il passaggio di aerei anche a bassa quota ed eventuale uso di contromisure "flare" scambiate per luci anomale. Crediamo pertanto, anche in base agli studi effettuati da noi proprio nel 2009 in queste zone, che molti di questi avvistamenti di luci anomale sono riconducibili ad aerei militari in esercitazione.

AGGIORNAMENTO DEL 18/02/13: Esce un nuovo articolo su questo episodio sempre sul giornale on-line "viverepesaro" che riportiamo qui di seguito:

Incognita sul misterioso boato nel pesarese. Ma ci sono segnalazioni da tutto il mondo

Resta ancora l'incognita del misterioso boato dello scorso mercoledì 23 gennaio. L'unico fatto certo è che continuano in tutto il mondo le segnalazioni di questi fenomeni e dopo la pioggia inattesa e violenta dei frammenti di un meteorite in Russia ci si chiede se ci sia un legame tra tutti questi misteriosi "suoni".
Abbiamo già trattato l'argomento in un articolo del 28 gennaio ma dopo l'episodio del meteorite in Russia, che ha provocato oltre 1000 feriti e danneggiato più di 4000 edifici, e di un altro avvistamento di un oggetto estremamente luminoso nel cielo a Cuba, esploso rilasciando un forte boato capace di far tremare le case del luogo, le domande sorgono spontanee.

Come riportato dal quotidiano Alto Friuli ecco le segnalazioni dei forti boati avvenute dal mese di novembre fino a oggi:

Italia:
- Lago di Garda, in provincia di Brescia
- Alto Friuli (da Paularo a Gemona) Vittorio Veneto, fino al Fadalto fino e a San Giacomo
- Piacenza Novara (fino a Pavia)
- Pesaro e provincia
- Imperia e provincia

Usa:
- Albuquerque, New Mexico
- Salem, Massachusetts
- Riverdale, Utah
- Indiana sud occidentale
- Kentucky occidentale
- Illinois meridionale
- Anchorage, Alaska
- Verde Valley, Arizona
- Narragansett Bay, Rhode Island

Ci si chiede se tutti questi fenomeni siano collegati tra di loro e soprattutto se possano essere stati proprio dei meteoriti a causare i forti boati. Sono stati ritrovati proprio stamattina una cinquantina di frammenti di meteorite caduti in Russia intorno al lago di Cerbakul.
Ad attirare l'attenzione degli scienziati anche l'asteroide 2012 DA14 che, come annunciato, è passato vicinissimo senza tuttavia provocare danni alla Terra.
Commenta Chris Lewicki, presidente di Planetary Resources: "Gli eventi di oggi, entrambi, con 2012 DA14 e il meteorite russo, ci ricordano che il nostro sistema solare è un posto affollato".

di Roberta Baldini

venerdì 26 ottobre 2012

La piattaforma del mistero nel mare di Pesaro

Ascoli, avvistamento ufo 
(fermo immagine da Youtube)
Fonte: "Il Resto del Carlino"
Il giorno 26 ottobre 2012 esce una notizia su "Il Resto del Carlino" ediz. Pesaro riguardo l'avvistamento per alcuni giorni di una strana struttura a largo delle coste pesaresi. Qui di seguito mostriamo l'articolo di giornale:



La piattaforma del mistero da un po’ non c’è più
Oggetti non identificati.
L'"isola” è sparita e nessuno sa spiegare come e perché

Pesaro, 26 ottobre 2012 - SE NE è andata via così come è arrivata. Nel completo silenzio. E’ la «piattaforma» del mistero, così almeno era stata ribattezzata qualche giorno fa, una struttura ben visibile anche ad occhio nudo al largo della costa pesarese, ad una distanza di circa 10 o 12 chilometri, che ora è misteriosamente scomparsa. Non si vede più, nemmeno di notte, quando invece per tantissimi giorni era stato molto più semplice osservarla perché illuminatissima. Questa specie di isola galleggiante, era saltata all’occhio soprattutto ai frequentatori abituali del porto e ai vecchi lupi di mare, ma anche a tanti passanti dall’occhio meno acuto. Strano infatti che questa struttura non risultasse a nessuna autorità. La paura più grande era che si trattasse di una nuova piattaforma per l’estrazione del gas metano, perché questo è un territorio soggetto a bradisismo e nuove trivellazioni avrebbero riaperto tutta una serie di problematiche e di inevitabili polemiche.

E SEMPRE parlando di misteri irrosolti, proprio durante la notte del 23 ottobre sono state riavvistate delle luci anomale nel cielo sul mare antistante Pesaro. Palle di fuoco dalle traiettorie anomale, secondo chi le ha viste, attraversavano tutto il cielo per poi spegnersi improvvisamente. Il tutto in pochi sencodi. Anche durante la notte del 19 ottobre erano state avvistate, soprattutto nelle zone dalle zone di Montecchio e Celletta verso il mare.

ali.mu.

venerdì 19 ottobre 2012

Avvistamento UFO: strane luci nel cielo pesarese

Avvistamento UFO sul cielo di Montecchio
Il giorno 19/10/2012 esce sul quotidiano online "ViverePesaro" un articolo che parla di uno strano avvistamento di alcune luci intermittenti nel cielo pesarese. Nella pagina dell'articolo è anche visibile il video di tale avvistamento su YouTube, che riproponiamo in questo post. La stessa notizia degli avvistamenti è stata pubblicata anche ne "Il Resto del Carlino" ed. Pesaro. Seguono ora gli articoli:


Avvistamento UFO: strane luci nel cielo pesarese
Alcuni UFO sono stati avvistati nel cielo pesarese. Dalle segnalazioni di alcuni lettori pare che le strane luci siano apparse nelle sere di martedì e mercoledì.

L'avvistamento di oggetti volanti non identificati ha interessato i cieli sopra Montelabbate, Montecchio e Pesaro. Intorno alle 19.30 e alle 21.00 di martedì e mercoledì si è assistito alla presenza di strane luci intermittenti che formavano una linea retta, in alcuni casi diagonale, in altri orizzontale. Si parla di un numero di luci che vanno da due a quattro.

Mentre martedì sera, le luci su Pesaro formavano una linea orizzontale ferma, mercoledì gli strani oggetti nel cielo di Montecchio comparivano in linea diagonale ed in movimento. Cosa al quanto strana poco dopo l'avvistamento di mercoledì sera, sul cielo di Montecchio è transitato a bassa quota e a forte velocità un caccia militare.

Non è la prima volta che sul cielo del pesarese si assistono a fenomeni al quanto strani. Nell'estate del 2009 sul litorale Adriatico vennero avvistati un rilevante numero di luci particolari che scendevano a mo' di pioggia dal cielo.

di Rossano Mazzoli



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Misteriose luci arancioni nel cielo di Pesaro
Decine di segnalazioni
Palle di fuoco luminosissime, che si moltiplicavano disegnando traiettorie anomale per poi sparire dopo pochi secondi. Avvistate in zona Pentagono ma anche da Montelabbate e Montecchio


Pesaro, 19 ottobre 2012 - NUOVE SEGNALAZIONE di luci anomale sotto il cielo di Pesaro. Tra martedì e mercoledì sera decine di persone che passeggiavano sul lungomare hanno avvistato in cielo delle strane luci arancioni.

Palle di fuoco luminosissime, che si moltiplicavano disegnando traiettorie anomale per poi spariredopo pochi secondi. Il fenomeno si è ripetuto nell’arco di un’ora ed è stato segnalato anche da altri quartieri. C’è chi le ha viste in zona Pentagono (all’altezza del supermercato A&O) chi da Montellabbate e addirittura da Montecchio.

Non è la prima volta che si verificano questi fenomeni. A febbraio del 2009 tante persone hanno segnalato addirittura «grappoli» di globi luminosi che incendiavano il cielo sopra Pesaro. Il mistero però sembra avere una spiegazione. A fornirla è stato l’osservatorio astronomico Copernico di Saludecio, che già dal 2000 hanno dato il via, in collaborazione con il Dipartimento di Radioastronomia del Cnr di Bologna, al Cross Project: un programma di ricerca per catalogare e studiare il fenomeno delle luci anomale in cielo, con tanto di appostamento fisso nel Parco San Bartolo, nei pressi di Gabicce Monte. Di cosa si tratta? In molti casi sono dispositivi militari, usati per illuminare il campo di battaglia ed impiegati come strumento di difesa anitimissile.

fra.pe.

lunedì 24 settembre 2012

Strane luci nel cielo di Monticelli

La fotografia scattata da Cristiana Moretti
Segnaliamo qui di seguito un articolo del giorno 20 settembre 2012 uscito ne "Il Resto del Carlino" edizione Ascoli Piceno riguardo la segnalazione da parte di una vigilessa di diversi oggetti volanti luminosi sopra la località di Monticelli in provincia di Ascoli Piceno immortalati dalla sua macchina fotografica.


Strane luci nel cielo di Monticelli Un alieno o lanterne cinesi?
Segnalazione di una lettrice
La vigilessa: "Non erano aerei, li ho fotografati con la digitale"

Ascoli Piceno, 20 settembre 2012 - Per qualcuno non esistono, mentre per altri rappresentano soltanto una suggestione. Qualcuno, invece, è fermamente convinto che vi siano delle forme di vita sugli altri pianeti. La tematica relativa agli Ufo ha fatto sempre discutere esperti, studiosi e semplici appassionati.

Fatto sta, che una ragazza ascolana, nella serata di martedì, ha intravisto degli strani oggetti volanti sopra al cielo di Monticelli e non ha esitato ad immortalarli attraverso la propria macchinetta fotografica e a 'postare' immediatamente l'immagine su Facebook. E' il caso della vigilessa Cristiana Moretti che, contattata dal Carlino, ha giurato che non si è trattato affatto di un foto-montaggio, descrivendo nei minimi dettagli il momento nel quale si è trovata ad osservare dal balcone della propria abitazione quelle luci colorate decisamente inusuali, provando anche un tiepido e comprensibile stato d'ansia.

"Ho ancora la foto originale salvata nella mia macchinetta digitale e chi non ci crede è libero di verificare l'autenticità della stessa - ha spiegato Cristiana - . Martedì sera mi trovavo in sala, intorno alle 22, ed avevo da poco finito di fare cena. La finestra era aperta ed il mio cane, di punto in bianco, ha cominciato ad abbaiare all'impazzata fissando fuori dalla stanza, con lo sguardo verso il cielo. E' stato così, dunque, che ho visto queste luci sopra Monticelli. A colpirmi - ha proseguito la vigilessa ascolana - è stato il fatto che questi oggetti illuminati, che non sembravano assolutamente essere degli aerei, non erano fermi bensì si spostavano lentamente verso l'alto fino a scomparire, come dei semplici palloncini quando si perdono nel cielo".

Anche a giudicare dalla foto, ovviamente, è evidente che in questo caso non si è potuto trattare di palloncini, visto che tali oggetti erano di dimensioni superiori". Il mistero, dunque, è tutt'altro che risolto e su Facebook, come era prevedibile, si sono letteralmente scatenate le discussioni relative alla fotografia scattata da Cristiana Moretti. Un precedente si verificò, sempre a Monticelli, qualche mese fa, quando una curiosa luce venne intravista nel parcheggio dell'ospedale 'Mazzoni'.

Matteo Porfiri

sabato 22 settembre 2012

Convegno: 9° Convegno Ufologico Marchigiano

Il giorno sabato 29 settembre 2012 si terrà il "9° Convegno Ufologico Marchigiano"

Qui di seguito le informazioni:
Data: sabato 29 settembre 2012
Ore: 15:30-19:30
Presso: Centro culturale L’ISOLA, via G.Bruno 1 (zona centro), Chiaravalle (AN) 
Ingresso: libero


OSPITE DELLA MANIFESTAZIONE IL PROF. MAURO BIGLINO, IL QUALE PRESENTERA’ LA SUA RELAZIONE DAL TITOLO: “CIO’ CHE NON TI ASPETTI DALLA BIBBIA”


LINK ALLA LOCANDINA CON LE INFO: LOCANDINA UFFICIALE 9° CONVEGNO UFOLOGICO MARCHIGIANO

venerdì 6 luglio 2012

Intervista sui crop circles a Leonardo Dragoni

Quella che vi proponiamo di seguito è una breve intervista di 10 domande che abbiamo voluto sottoporre a Leonardo Dragoni in occasione dell'uscita del suo nuovo libro "La Verità sui Cerchi nel Grano, Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile", Edizioni Alvorada. Leonardo Dragoni, da sempre appassionato del fenomeno dei cerchi nel grano, nel 2005 ha fondato (e tutt'ora dirige) il sito “cropfiles.it”, che è considerato un punto di riferimento per la casistica di tutti i crop circles italiani dalle origini a oggi. 
Personalmente riteniamo che il lavoro svolto da Leonardo (nostro caro amico da diversi anni) sia stato prima di tutto coraggioso, perchè sappiamo bene anche noi cosa significa avere a che fare con queste tematiche "scomode" e tutto ciò non è facile da affrontare se non si ha il giusto metodo e la giusta motivazione nel farlo; inoltre crediamo che il suo libro sia assolutamente necessario, perchè in merito a questo argomento dei cerchi nel grano negli anni si è creata davvero molta confusione di informazione, molto spesso non genuina, ed era appunto necessario rimettere il giusto ordine ad un argomento molto vasto e molto spesso intricato e rendere cosi una visione più chiara su questo affascinante mondo dei crop circles.

Segue ora l'intervista integrale.
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Iniziamo con una domanda classica, cosa ti ha spinto ad avvicinarti alla tematica dei crop circles? Puoi raccontarci brevemente come è nata questa tua passione e quali sono i motivi che ti spingono nella tua ricerca tanto da scrivere un libro su questo argomento?

Prima di tutto vorrei ringraziarti per questa intervista, e porgere un saluto ai lettori di “UfologiaMarche”, portale che – in un certo senso – ho visto nascere e crescere, e a cui vanno i miei migliori complimenti e auguri.

Non c’è un evento scatenante che mi ha spinto ad occuparmi di cerchi nel grano. Sono da sempre attratto dalle tematiche del mistero, da tutto ciò che sembra insondabile, bizzarro, arcano. Tra i tanti misteri, quello dei crop circles mi è sempre sembrato il più contemporaneo, il più accessibile e il più affascinante. È così che me ne occupo da circa dieci anni. Sette anni fa, nel 2005, ho fondato il sito cropfiles.it, in cui raccolgo e documento l’intera casistica dei pittogrammi italiani, dalle origini fino ad oggi. Tento anche di fare una seria ed esaustiva informazione su questo fenomeno, pubblicando studi, approfondimenti, indagini, interviste. Ho letto la gran parte della letteratura esistente su questo fenomeno, e mi confronto costantemente con altri appassionati, studiosi e ricercatori. Questo mi ha portato ad avere una conoscenza piuttosto approfondita dell’argomento, che però mal si concilia con l’informazione predominante divulgata dai media. Ecco perché un libro, che è al contempo la summa delle mie esperienze e conoscenze acquisite, ed un tentativo di fare una informazione sobria e puntuale, capace di riportare il fenomeno alla sua reale portata, di scavalcare i molti luoghi comuni e le approssimazioni della divulgazione di massa.



Quanti e quali sono i cerchi nel grano che hai visitato nella tua vita e se ce nè stato uno in particolare che ti ha colpito più degli altri?

Non ne ho visitati tantissimi, credo una dozzina o poco più. Sono più un “topo di biblioteca” che un esploratore. Molte volte sono stato sul punto di partire alla volta di qualche crop circles. A volte l’ho fatto, molte altre invece - vuoi gli impegni, vuoi la mia forte allergia alle graminacee - ho preferito guardarmi le foto e leggermi i reportage altrui, comodamente da casa.
Quello che sicuramente mi ha colpito più degli altri si trova proprio nelle Marche, a Montegranaro. Era il 26 giugno del 2005, e di buonora mi recai a Montegranaro per visitare il crop circle che era apparso qualche giorno prima, credo il giorno 18. Durante la ricerca mi sono però imbattuto in un altro pittogramma, che proprio non mi aspettavo di trovare. Si trattava di un agroglifo imponente e incantevole, probabilmente il più bello di quell’anno, e avrebbe suscitato nei mesi successivi un ricco dibattito. Credo di essere stato il primo a calcarlo. Per questi motivi ho deciso anche di utilizzare una foto che scattai quel giorno come copertina del mio libro, e come sfondo della homepage del mio sito. Inoltre all’epoca avevo ancora un approccio meno scettico verso questa tematica. Sono emotivamente molto legato a quel pittogramma. Se un giorno scoprirò chi lo ha realizzato, vorrò sdebitarmi.


A partire dall'anno 2003 ad oggi anche la regione Marche ha visto apparire nei propri campi di grano diversi crop circles più o meno complessi tanto da divenire una delle regioni d'Italia più colpita da questo fenomeno negli ultimi anni. Qual'è la tua idea riguardo i cerchi nel grano marchigiani?

Si hai ragione. Il 2003 è stato l’anno del boom di questo fenomeno in Italia, e le Marche – se non ricordo male – furono proprio la regione più colpita in assoluto quell’anno. Come sicuramente ricordi anche tu (lavorammo insieme su un documento di indagine statistica sui crop circles italiani nel quadriennio 2003-2006) Montegranaro, a quell’epoca, direi che poteva essere considerata la capitale dei cerchi nel grano, e le Marche in genere erano una regione fortemente interessata dal fenomeno. Lo è ancora per la verità, credo venga dopo il Piemonte, la Lombardia, e l’Emilia Romagna. Medaglia di latta insomma. Ultimamente va per la maggiore Poirino, e il Piemonte in genere. Sia per quantità che per qualità. I cerchi marchigiani sembrano in calo, ma restano comunque di tutto rispetto.


In un capitolo del tuo libro si dice che tutti concordano sul fatto che una buona porzione dei cerchi nel grano sia man-made (creato dall'uomo) e si danno delle percentuali (almeno il 50% secondo alcuni, fino all'80% secondo altri, la totalità secondo gli scettici). Quanti sono secondo te i crop circles creati dall'uomo? Qual'è la tua personale percentuale in merito?

Direi 99,9 periodico, solo perché non voglio dire 100. In cuor mio nutro sempre la remota speranza di aver preso una cantonata, a fare lo scettico. I fatti però ormai parlano molto chiaro, basta saperli e soprattutto volerli leggere. Quando si va ad approfondire seriamente questo tema, come credo di aver fatto con passione in questi anni, si scopre che dietro la cortina di fumo fatta di infinite speculazioni e sensazionalismi, c’è la nitida visione di una realtà molto diversa da quella che ci hanno sbandierato davanti agli occhi. E la realtà è che i cerchi nel grano sono opere d’arte (land-art), o – secondo da che prospettiva la si vuol vedere – sono forse la più grande illusione e beffa del secolo.
Sono fermamente convinto che chiunque sia dotato di un minimo di raziocinio, arriverebbe alle mie stesse conclusioni, se fosse informato correttamente. Purtroppo l’informazione sul crop-circling è invece una nota molto dolente, e quotidianamente vengono prodotti articoli, reportage, documentari, di assoluta disinformazione. Spesso in buona fede. Ti faccio un esempio banale. Se qualcuno dice che in un cerchio nel grano ha registrato delle anomalie elettromagnetiche, oppure dice che gli steli a terra erano intrecciati, dice – con due parole - qualcosa che fa apparire l’evento come misterioso, o addirittura alieno. Nessuno si chiede però cosa si intenda per “anomalie”, chi le ha rilevate, come, con che strumenti, con quali competenze, con quali verifiche, dove sono i dati, e cosa ci dicono realmente ed esattamente. E nessuno si chiede cosa significhi “steli intrecciati”, tantomeno nessuno sa che intrecciare gli steli – in determinate modalità, circostanze e settori del crop circle – può essere ad esempio una tecnica dei circlemakers (artisti che creano queste formazioni) dovuta a ragioni pratiche oltre che estetiche. E farlo, se lo sai fare, è più facile che spiegarlo. Sono solo banali esempi a caso (potrei farne un centinaio), che spero rendano l’idea di ciò di cui sto parlando.


Secondo te qual'è il messaggio che vogliono trasmettere e i motivi che spingono i circle-makers a creare i disegni sul grano anche rischiando denunce da parte dei proprietari dei terreni? Hai mai conosciuto di persona un circle-maker?

Di persona no, ne conosco diversi con cui mi sento telefonicamente, via mail, facebook ecc. Ho anzi in progetto di realizzare molto presto una intervista con alcuni di loro. Sicuramente ti saprei rispondere meglio dopo averli intervistati, ma per ora ti dirò che non credo si possa generalizzare. Ogni circlemaker, o gruppo di circlemakers, ha un suo stile, ha probabilmente le proprie motivazioni, i propri stimoli, e differenti messaggi da voler comunicare. Credo anche che esista, tra alcuni gruppi e individui, una sana rivalità artistica. Ci sono poi circlemakers che agiscono su commissione, o per denaro, e altri per passione, altri ancora per trasgressione, o per esprimersi artisticamente, e altri per un po’ di tutti questi motivi insieme. Esasperando il concetto, sarebbe come chiedersi cosa spinge i pittori a dipingere i loro quadri. Non credo possa esistere una risposta univoca.


Leggendo il libro si nota come molto spesso si getta discredito all'ufologia, ai testimoni di avvistamenti di ufo o ai vari sensitivi, ecc... ma poi, leggendo la conclusione, mi ha colpito molto la frase scritta nella quale dici che da bambino facevi segnali luminosi per cercare di comunicare con gli ufo. Innanzitutto mi preme sottolineare come l'acronimo UFO dall'inglese tradotto significa Oggetto Volante Non Identificato, che quindi non significa necessariamente navicella aliena proveniente dallo spazio come la maggior parte della gente pensa quando sente parlare di ufo. Detto ciò, qual'è il tuo pensiero attuale (e come si è modificato eventualmente dal passato) in merito all'ufologia? Secondo te siamo soli nell'universo?

Concordo evidentemente con te sull’acronimo UFO.
Spero che non siamo soli, e credo che sia una speranza ben riposta.
Non sono un ufologo, né un esperto di ufologia, quindi ti risponderò come posso. Personalmente credo che l’ufologia si possa considerare un ramo della conoscenza molto interessante e affascinante, se affrontato in modo serio. A mio avviso l’ufologia dovrebbe aspirare a mettersi al pari con altre scienze, ad esempio l’esobiologia. Per fare ciò è necessario che ampli il proprio raggio di azione e la propria portata, non limitandosi a identificarsi solamente con lo studio delle testimonianze relative agli avvistamenti. La testimonianza – sempre che sia in buona fede - è comunque legata a troppe variabili interne (mentali, di memoria, motivazione, ricordo, percezione) ed esterne (fisiche e ambientali, sociali, psicologiche, culturali, religiose). Pertanto è difficile che possa assurgere ad elemento discriminante o decisivo.
A maggior ragione se parliamo di sensitivi o contattisti, ritengo che questa tipologia di testimonianze dovrebbe rimanere confinata nella sfera privata e soprattutto spirituale, o comunque non dovrebbe avere risalto all’interno di una disciplina che voglia avere connotati oggettivi e apparire credibile.
A parer mio sarebbe anche necessario che l’ufologia si svincolasse da tutta una serie di orpelli e di personaggi che ne minano la credibilità, e che rappresentano una delle cause per cui questa disciplina rimane relegata nel campo – al più - delle pseudo-scienze. Un esempio banale: la settimana scorsa ho scritto un articolo per “Scienza e Conoscenza” sul “Segnale Wow!”. Gli “ufologi-per-caso”, forse non sanno neanche cosa sia. Eppure è quanto di più vicino ad un “contatto” ci sia mai stato. Questi stessi ufologi magari sanno tutto sugli ormai quotidiani avvistamenti, filmati, fotografie, che poi regolarmene si rivelano essere delle autentiche “bufale”. Io sono dell’idea che non troveremo mai ET in una foto, in un video, o in un parco. Lo troveremo, se lo troveremo, sotto forma di comunicazione radio. Grazie agli scienziati e alla tecnologia, non agli “ufologi-per-caso”.
Non più di un mese fa una nota trasmissione televisiva ha proposto un servizio in cui si parlava di un presunto attacco militare alieno alle basi militari americane, che avrebbe causato anche la morte di numerosi militari statunitensi. Di questo evento, si diceva, nessuno saprebbe niente perché il tutto sarebbe stato insabbiato dal cover-up governativo. Ho citato il primo caso che mi è venuto in mente, su centinaia di questo genere. Ecco, se questa è l’ufologia, confesso che ne farei volentieri a meno.

Quando ho detto che da bambino facevo segnali luminosi verso la volta celeste, con una torcia tascabile a batterie, per comunicare con gli ufo, è vero. Ma ero un bambino. A volte scherzosamente mi chiedo: se avessi continuato a fare segnali con la torcia, forse oggi sarei caporedattore di qualche importante rivista, trasmissione, o organo di informazione?
Allora torno serio e mi rispondo che fortunatamente non esistono solo gli “ufologi-per-caso”, ma anche chi si occupa di ufologia con competenza, in modo sobrio, coscienzioso e ponderato.


Pensi che la scienza sia l'unico mezzo per risolvere la questione crop circles? Quali potrebbero essere gli elementi caratterizzanti (per la scienza) per ritenere un cerchio nel grano autentico, cioè non creato dall'uomo?


Credo che la scienza, pur con i suoi limiti, sia il miglior strumento di cui disponga l’umanità per indagare su qualsiasi fenomeno, almeno in cui non vi siano forti componenti immateriali, dello spirito, o ultra-immanenti.
In presenza di queste ultime, allora la scienza potrebbe non essere il miglior metodo o strumento per “risolvere la questione”, ed anzi potrebbe rivelarsi insufficiente, inadeguata. Essa è infatti chiamata a rispondere della realtà fisica, non di quella che potremmo definire spirituale.
La domanda allora diverrebbe la seguente: i cerchi nel grano sono una manifestazione dello spirito, o di conoscenze che sfuggono alla nostra logica e alla nostra scienza?
Può darsi, e in tal caso la scienza potrebbe non essere sufficiente. Ma a mio avviso questa è una possibilità del tutto remota, poiché tutto lascia intendere che non sia affatto così.

Colgo l’occasione per dire che bisognerebbe finalmente mettersi d’accordo sul ruolo della Scienza, che tutti utilizziamo quotidianamente (senza neppure accorgercene) e di cui tutti beneficiamo. Voglio dire che la Scienza non può essere utilizzata a piacimento e strumentalmente, tirata per la giacchetta in base alle convenienze. Chi produce argomentazioni metafisiche, spirituali, ultra-immanenti, non può poi ricorrere ad elementi scientifici e inserirli ad arte dove meglio conviene. Dico questo perché – riguardo i cerchi nel grano – quasi tutte le spiegazioni non convenzionali sulla loro scaturigine e natura, fanno ricorso strumentalmente ad elementi scientifici, per avvalorare determinate ipotesi e costruzioni di altra natura. Accade allora che la comunità scientifica giustamente intervenga, magari facendo cadere il castello di carte. A quel punto è inammissibile che si replichi che non tutto si può valutare col metro della Scienza.
Se siamo stati folgorati da una visione mistica o spirituale che ha infuso in noi la conoscenza, per cui statuiamo che i cerchi nel grano sono opera di alieni o entità misteriose, sta bene. In questo caso la Scienza non ha di ché replicare. Non è di sua competenza.
Se invece i cerchi nel grano sono opera di alieni perché – ad esempio - gli steli sono piegati sui nodi, questi ultimi risultano bruciati, ci sono insetti stecchiti sugli steli stessi, pertanto si deduce che siano stati esposti a forti fonti di calore, magari a microonde, magari tramite sfere di luce dotate di coscienza e intelligenza ecc ecc… allora la Scienza ha la facoltà, e oserei dire perfino il dovere, di intervenire per dimostrare che queste equazioni non stanno in piedi per innumerevoli ragioni, e che questa teoria è inverosimile se non infondata. Una fonte di calore di questo genere avrebbe incenerito l’intero campo, e non piegato solo alcuni steli selettivamente, o bruciacchiato alcuni nodi e non altri. Inoltre esistono spiegazioni naturali, in agronomia e in entomologia, per cui si generano questi effetti sulle piantagioni e sugli insetti.
Il discorso sarebbe molto più lungo e complesso, impossibile da approfondire in questa sede. Spero comunque di aver reso l’idea.

Riguardo la seconda domanda, sugli elementi caratterizzanti – per la scienza - per definire un crop circle come qualcosa di non-umano, credo che ad oggi non ce ne siano. Se la scienza è in grado di fornire una spiegazione ad un fenomeno, questo significa che quel fenomeno è convenzionalmente spiegabile. In presenza di elementi non spiegabili in via convenzionale, allora si potrebbe aprire all’ipotesi extra-terrestre. Torno ancora al c.d. “segnale Wow!”, per fare un esempio. In quel caso, quel segnale, di per sé già molto peculiare, fu sottoposto a tutte le possibili spiegazioni empiriche e scientifiche, procedendo per esclusione. Si escluse che potesse trattarsi di pianeti, satelliti, asteroidi, velivoli, trasmettitori, scintillazioni interstellari, lenti gravitazionali e via dicendo. Era dunque legittimo tenere in considerazione l’ipotesi extraterrestre. Nel caso dei cerchi nel grano invece, non esistono eventi scientificamente inspiegabili (anche se qualcuno ha voluto farlo sembrare), né elementi che possano seriamente condurre ad ipotesi extra-terrestri.


Cerchi nella neve, nell'acqua e nella sabbia. Hanno, secondo te, qualcosa di misterioso o è solo una nuova "moda artistica" che imita i crop circles?

Non la definirei propriamente una moda, neppure una imitazione. Credo siano il risultato di una manifestazione artistica (Land-Art, o Earth-Art) molto simile al crop-circling. Che io sappia non c’è granché di misterioso. Molti di questi artisti sono noti, e realizzano davvero dei capolavori incredibili, con l’ausilio di soli strumenti rudimentali. Di recente ho scritto un articolo intitolato “Viaggio nella landArt. Sono land-artists i veri alieni?” in cui ci sono molte immagini che illustrano le realizzazioni di alcuni di questi artisti, e c’è anche un parallelo con i cerchi nel grano. Credo quindi che quell’articolo (fatto in gran parte di immagini) sia la risposta più esauriente alla tua domanda. Chi volesse può trovarlo a questo indirizzo: www.cropfiles.it/articoli/LandArt.html


Tu pensi, considerando l'intera storia del fenomeno crop circles dalle origini ad oggi, che ci sia stato almeno un crop circle che non sia di fattura umana (questo non significa che sia stato per forza fatto da alieni, ma anche, per esempio, da altre energie a noi ancora sconosciute)?

Quel che ho fatto nella seconda parte del mio libro è proprio selezionare nove casi ritenuti – come tu dici – “non di fattura umana”, nove casi eclatanti, per i quali ci sarebbero prove incontrovertibili secondo cui non possono essere stati realizzati dall’uomo. Ebbene avrai sicuramente notato anche tu come queste prove incontrovertibili, ad un attento e approfondito esame, si sono rivelate discutibili, in alcuni casi delle autentiche panzane.
Ora è chiaro che non conosco tutti i crop circles apparsi nel mondo da trent’anni a questa parte. Tra quelli che conosco però (e non sono pochi) direi di no, nessuno può ragionevolmente ritenersi di origine o natura misteriosa o “esotica”, o almeno non è mai stato “dimostrato” tale. Del resto se ce ne fosse anche solo uno, potrebbero essercene tanti.


Siamo giunti alla conclusione di questa breve intervista. Come evolverà in futuro, secondo te, il fenomeno cerchi nel grano? E quali sono i tuoi progetti futuri sull'argomento? 

Progetti specifici non ne ho. Continuerò ad occuparmi di questo tema, perché mi appassiona, anche se a volte mi cadono le braccia nel rendermi conto che i miei sono probabilmente sforzi inutili, dal momento che le illusioni troveranno sempre fonti di nutrimento e seguaci in quantità. Sto già pensando ad una seconda edizione del libro, ammodernata e con delle informazioni ulteriori, che vorrei rendere più fruibile a tutti, sotto tutti i punti di vista. Vedremo… l’editoria, soprattutto quella italiana, mi par di capire sia un altro mistero.
Riguardo come evolverà in futuro il fenomeno dei cerchi nel grano, io ho la sensazione che sia già in declino, e tenderà a scomparire man mano che ci si renderà conto – poco per volta – che si è trattato di una grande illusione.
Quando aprii “cropfiles.it”, sette anni fa, scrissi che il giorno in cui il mistero sarebbe stato svelato, il sito avrebbe chiuso. Per me oggi, salvo imprevedibili e improbabili svolte, il mistero è svelato, e il caso è chiuso. Non lo è però per moltissime persone, ragion per cui il sito rimane aperto e il mio ruolo rimane attivo. Credo però che basterà un’altra decina di anni. La verità, prima o dopo, viene sempre a galla. O forse no…

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Grazie a Leonardo Dragoni per la sua disponibilità.

Se siete interessati ad approfondire l'argomento vi rimandiamo al suo libro di cui potete trovare alcune informazioni a questo link: http://www.cropfiles.it/libro.html 

Vi forniamo anche il link all'indagine statistica sui crop circles italiani nel quadriennio 2003-2006 svolta in collaborazione con noi:
http://www.cropfiles.it/articoli/cropstatic.pdf

giovedì 28 giugno 2012

Avvistate misteriose palle di fuoco sull'Adriatico

Segnaliamo qui di seguito un articolo del giorno 28 giugno 2012 uscito ne "Il Messaggero" edizione Marche riguardo le diverse segnalazioni di avvistamenti di palle luminose nel cielo nella zona tra Pesaro e Fano che stanno avvenendo in questi giorni.

Il mistero delle palle di fuoco in cielo: ancora un avvistamento sull'Adriatico

PESARO – Ancora un avvistamento sull’Adriatico. Diversi pesaresi nelle ultime due notti hanno detto di aver visto palle di fuoco in cielo, poi scomparse in un attimo. E hanno segnalato il fatto alle forzedell’ordine, capitaneria di porto e carabinieri.
Il primo episodio si è verificato martedì sera quando decine di persone, tra Pesaro e Fano, hanno visto delle luci rosse scendere dal cielo per spegnersi poi sul mare. Numerose le telefonate alle Capitanerie di Porto delle due città, che hanno così deciso di far uscire due motovedette per controllare se quel bagliore potesse essere provocato da un piccolo aereo privato precipitato in mare. Le ricerche però non hanno dato esito e così gli operatori della Capitaneria hanno fatto rientro in Caserma dopo qualche ora in mare, escludendo dunque l’ipotesi di un incidente aereo.
Mercoledì sera però nuovi avvistamenti a largo della costa all’altezza più o meno di Fosso Sejore. «Stavamo rientrando a casa da Senigallia in compagnia - racconta una lettrice - quando lungo l’autostrada abbiamo visto una palla di fuoco dai contorni frastagliati in cielo per poi dissolversi nel nulla. Scomparsa: non possiamo aver preso un abbaglio perché ci siamo confrontati con altri in macchina con noi e anche loro hanno visto le nostre stesse cose».
Il fenomeno non è del tutto nuovo per il nostro territorio. Già nel 2009 infatti sul litorale Adriatico vennero avvistate numerose luci anomale piovere dal cielo. Anche in quel caso era estate, luglio e anche in quel caso venne allertata la Capitaneria di Porto, senza esito. Su You Tube sono stati caricati addirittura due video girati da altrettanti cittadini di Fano (uno risalente a luglio 2009, l’altro a aprile dello stesso anno ndr), in cui vengono riprese strane luci che danzano nel cielo lungo la costa tra Pesaro e Fano. Luci che sono improvvisamente ricomparse in questi giorni per poi scomparire nuovamente senza lasciare traccia alcuna.